domenica 25 giugno 2017

Io non voto Marco Bucci e nemmeno ci penso, perché...

Oggi a Genova ci sarà il ballottaggio tra il rappresentante del CSX, Gianni Crivello, e quello del CDX, Marco Bucci, per diventare il prossimo sindaco di questa città.
Ho conosciuto Marco Bucci ancor prima che diventasse l'amministratore unico di Liguria Digitale e l'impressione che ne ho tratto è... ma prima forse è meglio che... e poi vedremo.


Premetto che di politica me ne intendo sempre di meno, più li vedo e li ascolto, e più cerco di estraniarmene anche se la politica l'amo.... non l'amo di certo come il turismo, per carità, ma credo sia fondamentale anche per questo settore.
Il problema è che lì politicamente, intendo nel turismo, ci vanno sempre ed immancabilmente a finire (poche ma davvero poche le eccezioni) delle persone che... ma lasciamo perdere va.


Ma è del “capo” che vi voglio parlare (e l'esempio penso c'azzecchi molto con uno dei due candidati sindaco)... sia che questi comandino aziendalmente che politicamente.
Quand'ero lavapiatti a Rio De Janeiro nel '69, ebbi la fortuna, per tre anni, di avere un DG che di gran lunga preferiva essere più rispettato che temuto... e così pure nel mio secondo lavoro caraibico.
Inutile aggiungere che la mia resa lavorativa procedeva su percentuali ben oltre il 100%, e così pure tutto il resto di quello staff alberghiero... mentre da loro ho cercato in tutte le maniere di “spugnare” (assorbire) questa loro grandissima qualità (nel limite del mio possibile)... e quelle aziende volavano, finanziaramente.


Mi capitò poi un terzo CEO, a quei tempi ero negli U.S.A. (NY), di un'arroganza pazzesca... rimproverava chiunque alla moda del tre per due e questo davanti a tutti anche laddove non ce ne sarebbe stato un gran bisogno e per cose davvero futili.
Li umiliava facendo valere unicamente il suo grado... nel mentre si circondava di emeriti ruffiani, poco inclini al lavoro e più che altro bravi a spargere la loro saliva nel deretano di quel CEO.
Furono anni che ricordo con dispiacere e imparagonabili a quelli precedenti, ma tutto serve per fare esperienza, e pure i cattivi esempi... e anche se personalmente di “scontri” con quel soggetto non ne ebbi mai, ben ricordo che il personale viaggiava costantemente con la paura e nessuno ebbe nei suoi confronti il benché minimo rispetto,,, alle spalle lo deridevano tutti, mimandone in continuazione il suo modo d'agire.
E devo anche dire che i miei colleghi di allora, con quel tale soggetto, non è che avessero molta voglia di fare (bene), neh. 
Credo sia anche utile aggiungere che quell'azienda non è che andasse poi alla grande... e qualcuno, per rimediare a dei bilanci scandalosi, fu anche licenziato.


Poi con gli anni, diventato io CEO o DG, beh; ovviamente da quei miei due primi estrapolai il come si doveva fare, mentre dal terzo; esattamente l'opposto.
Se uno/a non capiva le mie procedure o se non le condivideva (e capita sovente), ebbene, con la dovuta calma, spiegavo/spiego e rispiegavo/rispiego, il perché sia meglio fare in una determinata maniera per il beneficio aziendale... e alla fine i risultati si vedono sempre.
Credetemi!
Stessa cosa l'ebbi a notare quando, in quelle nazioni che mi ospitavano lavorativamente, contribuivo con i ministri del turismo per il loro miglioramento... tutta gente con l'istinto del “leader” e non del “capo”, e così pure i loro diretti subalterni.
Come a dire che se in cima alla piramide ci va a finire un “giusto”, di seguito anche la base sarà così.
E questo mi ha sempre portato a pensare che tutta 'sta differenza, tra politica e azienda, in verità non c'è per nulla.
In definitiva diciamo che di CEO o DG bravi ne ho avuti in maggior quantità per mia fortuna.


Il leader non ordina, chiede; non pretende, ispira, tanto che lavorare per lui può non essere semplice proprio perché ti porta a pretendere molto di più da te stesso, infondendoti fiducia e spingendoti a credere che puoi raggiungere grandi risultati proprio grazie alle tue qualità.
Le riunioni si trasformano non di rado in uno stimolante confronto e ogni incarico che ti viene affidato è accompagnato dalle informazioni e dagli strumenti necessari ad eseguirlo.

Guardare o insegnare...

Il boss si comporta spesso come il Grande Fratello di Orwell, che in 1984 controllava e spiava i cittadini per dominarne ogni mossa e persino le emozioni.
In ufficio tutto si svolge sotto lo sguardo vigile ed indagatore del capo, che mira a rilevare ogni piccolo errore e non manca mai di farlo notare, spesso scadendo in comportamenti che hanno molto a che vedere con il bullismo.


Ho conosciuto direttamente Marco Bucci, ed ancor prima che diventasse l'amministratore unico di Liguria Digitale, ma non è questo l'importante.
Devo confessare che d'acchito ne ebbi una buona impressione... anche perché vestirsi di vesti non proprie è facile facile.
Poi ebbi a che farci proprio nel suo settore... la digitalizzazione, e quella mia opinione cambiò radicalmente.

Da tempo infatti mi occupo di risolvere i problemi del turismo attraverso la digitalizzazione e proposi una forma di Big Data al medesimo per scoprire il sommerso nel ricettivo (in Italia ne avvengono almeno 100 milioni all'anno); per annullare le opportunità delinquenziali e anche quelle terroristiche poiché hanno quasi tutte la stessa matrice.
Non so in verità quanto possa interessare loro, anche perché più attentati e atti delinquenziali avvengono, ecco che qualche partito aumenta con le preferenze, di conseguenza... ?
Big Data che poi sono stati inclusi nel triennale della digitalizzazione della regione Liguria.
Contemporaneamente a questi, anche la possibilità di avere dati precisi al 100% sulle presenze turistiche davvero in tempo reale (ogni secondo del giorno), sulle nazionalità e sulla motivazione... che sono essenziali per chi “macina” questo settore.
Ebbene, dopo essermi sentito richiedere il costo del mio eventuale lavoro nonché il mio personale C. V. (il che cosa fosse loro necessario lo devo ancora capire) per seguire personalmente l'andazzo dei consulenti informatici, beh; il tutto, dopo averlo spiegato per bene agli informatici, m'è stato carpito con l'inganno.
E buona notte al secchio.
Ricordo quindi una lettera che scrissi al Marco Bucci dove lo informavo che quelli non erano i nostri patti, e che lo diffidavo dal mandare avanti il mio progetto senza la mia autorizzazione. 
In poche parole ci provai anche se ne immaginavo l'inutilità.
Infatti il Bucci, ovviamente, sa bene che in Italia le idee non sono tutelate, come invece avviene ad esempio negli Stati Uniti dove anche lui ci ha lavorato... e nemmeno rispose.
Poi venni a sapere che loro continuavano a studiarne la possibilità ed assunsero le informazioni dei Big Data attraverso la Telecom... oltretutto spendendo il doppio (?), e per tutti gli anni a venire, a differenza della spesa del 50%, e una volta per sempre... e nemmeno preciso al 100% come invece riscontrabile nel mio software.
Alla faccia del saper spendere bene.


Va beh, è andata così e buona notte al secchio... la prossima volta mi farò più furbo.


Ma è durante una di quelle riunioni, dove il Bucci fu quasi sempre presente, che capii che quel “galantuomo” amava più il farsi temere che rispettare, imho.
Infatti per molti minuti riprese, davanti ad almeno una decina di responsabili aziendali di Liguria Digitale, un ingegnere informatico, mettendolo sovente in imbarazzo, poiché non riusciva a spiegargli il mio programma.
Personalmente non mi sarei mai permesso di trattare così un mio collaboratore e mai lo feci o l'ho fatto.
Eh no, così non si fa... se un tuo subalterno non capisce o non sa spiegarsi, beh; in quel preciso momento ti devi alzare e andare tu alla lavagna, anche perché se sei un suo superiore, sei tu che devi semplificare il tutto... altrimenti che leader sei (?)... e infatti non lo è, imho!


Ed è appunto per questi motivi che non mi sogno nemmeno lontanamente di votare Marco Bucci come sindaco della mia città... poiché se un manager spende il doppio e pure male, beh; mica sei poi così tanto un bravo manager... questa non si chiama professionalità... oppure quella scelta l'hai dovuto fare per chissà quale motivo?
E tanto meno è professionale carpire con l'inganno le idee altrui nonché trattare in quella maniera i propri subalterni.
E per quanto mi riguarda, il gioco è bello che fatto!

Non è l'abito che fa il monaco, neh!... e quello mi sa che monaco non lo è proprio per niente!