venerdì 26 maggio 2017

Brevemente Dario Franceschini (ahimé, ministro della cultura e del turismo) e quell'altro, ahinoi, Matteo Renzi.

La storia è semplice semplice e tutta qua di seguito, ma seppur nella essenzialità, questa dà l'esatta dimensione di chi ci amministra...

L'8 gennaio 2015, il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo ha indetto una selezione pubblica per il conferimento dell'incarico di direttore in 20 musei (ved. decreto Art Bonus).
Ad onor del vero il miglioramento è avvenuto, nulla da dire ma...
ma s'arriva ai giorni nostri e il Tar del Lazio boccia 5 di quelle nomine, punto e a capo.

La reazione di Fraceschini è a dir poco “inusuale” per un “galantuomo” istituzionale... e vale a dire un ministro della Repubblica che notoriamente dovrebbe dare l'esempio... e queste le sue prime parole: “... non ho parole, ed è meglio!”.
Ancor peggio il suo ex “capo”, quel Matteo Renzi di cui instancabilmente mi chiedo il come possa essere arrivato fino a dove è riuscito, che così commenta: “Ha fatto bene sui musei, sbagliato non cambiare il Tar”... che già da sola si spiega alla perfezione sul personaggio.

Ma sembrano costretti, al Tar, a dar conto di come, nella legge speciale che istituiva la selezione, venivano eliminati sì tanti legacci della macchina ministeriale, ma ci si era dimenticati di una legge, a cui non si estendevano le deroghe. 
È una legge del 2001 che stabilisce che tutti, stranieri e italiani, possano ambire a qualsiasi posto pubblico in Italia, a meno che questo non implichi «l'esercizio diretto o indiretto di pubblici poteri», «che attengono alla tutela dell'interesse nazionale».
E in questo caso, la tutela c'era (ed è anche nella nostra costituzione)!

Possibile quindi che nessuno al MIBACT fosse a conoscenza di quella Legge?
E mica lì ce sono pochi!

Franceschini poi c'aggiunge che abbiamo fatto una brutta figura internazionale... eh no, la figura barbina, a quanto pare, imho, ce l'ha fatta solo lui e chi lo circonda direttamente.
Sì, è anche vero che lui ci rappresenta, ma di certo lì non ce l'ho messo io, e con me moltissima altra gente... quindi perché ci dobbiamo andare di mezzo tutti, eh?

Dulcis in fundo, mi chiedo il come mai Claudia Ferrazzi (ved. qui) sia stata scelta dal nuovo presidente francese, Macron, come suo braccio destro alla cultura di quella nazione... ma mai dallo stesso Franceschini che ne aveva di certo il tempo poiché lui lì c'è da più di 4 anni... o forse non c'è alcun bisogno che me lo chieda?
Vabbeh, non me lo chiedo, anche perché è talmente evidente che... e avanti così, porca paletta e maremma maiala... e pure “belin”!